1. ott, 2018

Isolotto Virginia

Scrivo, comodamente sdraiata su una sedia di vimini grande e rotonda con un morbido cuscino. 

Mi godo il sole al tramonto, alcuni paperotti che parlottano tra loro e nel silenzio una barchetta che riparte, muovendo il lago con le sue piccole onde e rendendo surreale e suggestivo il panorama.

 

In lontananza un campanile suona i rintocchi intonando una canzone e qui accanto, al ristorante dell'isolotto, si sente il chiacchiericcio  degli ospiti che degustano il buon aperitivo.

 

Un gabbiano spiega le ali oltrepassando fiero e rilassato la barca che ci ha portato qui dalla riva, ora attraccata al pontile, e la mente si svuota, il respiro rallenta, si fa profondo.

 

I colori degradano pian piano dal giallo caldo del sole ai rosa delicati e alle varianti dei grigi, e ammiro il quadro intorno a me, la percezione della natura, della quiete, del silenzio.

 

A volte invidio le folaghe, solitarie nuotano nel centro del lago senza regole, si muovono come desiderano, senza rendere conto a nessuno. 

E penso agli uomini primitivi che sono arrivati qui, in questo piccolo paradiso di verde e natura, mentre alzando lo sguardo intravedo lontano la scia di un aereo diretto chissà dove...

 

La temperatura si sta abbassando e con qualche brivido da inizio sera risalgo sul battello e mi lascio cullare dal lento ondeggiare mentre sullo sfondo le luci della sera si riflettono nel lago, come belle donne desiderose di approvazione.

Intorno a me osservo persone di tutte le età, adulti e bambini, incuriositi dall'insolita e piacevole gita di inizio autunno.

 

Ci vuole poco per essere sereni e felici, a volte basta anche una piccola gita all'Isolotto Virginia.

E anche per questo viene spontaneo dire "che bella vita!"

 

TiziB Wow